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Come si svolge un pedinamento nel rispetto della legge italiana oggi
Come si svolge un pedinamento nel rispetto della legge italiana oggi
Capire come si svolge un pedinamento nel rispetto della legge italiana oggi è fondamentale per chi sta valutando di affidarsi a un investigatore privato. Il pedinamento è uno degli strumenti più utilizzati nelle indagini, ma è anche uno dei più delicati dal punto di vista legale. In questa guida ti spiego, con linguaggio semplice e casi pratici, come lavoriamo sul campo, quali limiti dobbiamo rispettare e quali garanzie hai tu come cliente quando incarichi un’agenzia investigativa autorizzata.
Cosa si intende per pedinamento e quando è utile
Per pedinamento intendiamo l’osservazione discreta e continuativa degli spostamenti di una persona, effettuata da un investigatore privato autorizzato, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, senza interferire nella sua vita privata oltre i limiti consentiti dalla legge.
È una tecnica utilizzata in diversi ambiti:
- Indagini familiari: sospetto tradimento, separazioni e affidamento dei figli, verifica dello stile di vita di un genitore.
- Indagini aziendali: controllo di un dipendente in malattia sospetta, concorrenza sleale, furti interni, violazione di patti di non concorrenza.
- Tutela dei minori: verifica delle frequentazioni di un figlio adolescente, sempre nel rispetto delle norme e con il consenso del genitore esercente la responsabilità genitoriale.
In tutti questi casi, il pedinamento non è mai improvvisato: è una vera e propria attività tecnica e giuridica, che richiede preparazione, esperienza e un solido quadro normativo di riferimento.
Il quadro legale: cosa è consentito e cosa è vietato
Autorizzazione e limiti dell’investigatore privato
In Italia può svolgere pedinamenti solo un investigatore privato autorizzato dalla Prefettura. Questo significa che l’agenzia investigativa deve essere in possesso di regolare licenza e rispettare il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) e la normativa sulla privacy.
Nel concreto, durante un pedinamento l’investigatore può:
- seguire una persona in luoghi pubblici (strade, piazze, locali aperti al pubblico, centri commerciali);
- osservare e documentare comportamenti rilevanti per l’incarico ricevuto;
- raccogliere fotografie e video solo in luoghi dove non vi è una particolare aspettativa di riservatezza.
Non può invece:
- introdursi in abitazioni private o aree non accessibili al pubblico;
- installare microspie, sistemi di intercettazione o GPS occulti non autorizzati dall’autorità giudiziaria;
- accedere abusivamente a account, dispositivi, conti bancari o dati riservati protetti;
- simulare la qualifica di pubblico ufficiale o forze dell’ordine.
Un pedinamento svolto correttamente deve quindi rimanere sempre entro i confini del lecito. Un’agenzia seria ti spiega chiaramente cosa si può fare e cosa no, prima di iniziare.
Privacy e proporzionalità: due principi chiave
Ogni attività di pedinamento deve rispettare il principio di proporzionalità: si raccolgono solo le informazioni strettamente necessarie allo scopo dell’indagine. Non è consentito creare un dossier sulla vita privata complessiva di una persona se non è rilevante per l’incarico.

Ad esempio, in un’indagine aziendale su un dipendente in malattia, l’obiettivo è verificare se svolge attività incompatibili con lo stato dichiarato, non documentare ogni singolo aspetto della sua vita privata. In questo ambito, può essere utile leggere come funzionano le indagini aziendali mirate in caso di dipendente infedele.
Come si prepara un pedinamento: la fase preliminare
Raccolta delle informazioni dal cliente
Tutto inizia con un colloquio riservato con il cliente. In questa fase raccogliamo:
- dati anagrafici e fotografici della persona da osservare;
- abitudini note (orari di lavoro, luoghi frequentati, mezzi di trasporto);
- eventuali precedenti episodi sospetti;
- obiettivo preciso dell’indagine (ad esempio: verificare la fedeltà coniugale, controllare se un dipendente svolge un secondo lavoro, ecc.).
Già in questo momento verifichiamo se la richiesta è legittima. Ad esempio, un genitore che vuole capire se controllare un figlio minorenne è legale e cosa può fare un investigatore riceverà indicazioni precise su ciò che è consentito e su cosa invece non possiamo fare.
Pianificazione operativa
Una volta chiarito l’obiettivo, l’agenzia prepara un piano operativo che tiene conto di:
- giorni e fasce orarie più significative;
- numero di operatori necessari (in città complesse come Bari o Taranto, spesso servono più investigatori per non farsi notare);
- mezzi da utilizzare (auto, moto, a piedi, mezzi pubblici);
- punti di osservazione strategici.
Questa fase è fondamentale per evitare errori sul campo e per ottimizzare i costi per il cliente.
Come si svolge concretamente un pedinamento
Inizio e mantenimento della copertura
Nel giorno stabilito, gli investigatori si posizionano in anticipo nei pressi dell’abitazione, del luogo di lavoro o di un punto noto di passaggio del soggetto. L’obiettivo è individuare la partenza senza essere notati.
Durante il pedinamento:
- si mantiene sempre una distanza di sicurezza, variandola in base al contesto (più ampia in luoghi poco affollati, più ravvicinata in città);
- si utilizzano più operatori per alternarsi, soprattutto in aree urbane o centri storici, così da non attirare l’attenzione;
- si evita ogni forma di contatto diretto con il soggetto: niente domande, niente interazioni.
Un pedinamento ben fatto deve essere “invisibile”: la persona osservata non deve accorgersi di nulla.
Documentazione fotografica e video
Quando la situazione lo consente, l’investigatore effettua riprese fotografiche o video per documentare i comportamenti rilevanti. Anche qui esistono limiti chiari:
- le immagini devono essere scattate in luoghi pubblici o aperti al pubblico;
- non si riprendono interni di abitazioni private o luoghi dove la persona ha una legittima aspettativa di massima riservatezza;
- si fotografa solo ciò che è pertinente all’indagine.
Le immagini non servono a “spiare” la vita privata, ma a fornire prove oggettive da allegare a una relazione tecnica, eventualmente utilizzabile in giudizio.
Esempio pratico: pedinamento in ambito aziendale
Immaginiamo un’azienda di Bari che sospetta che un dipendente, in malattia da settimane, stia in realtà lavorando altrove. Dopo il mandato formale, organizziamo alcuni giorni di pedinamento nelle fasce orarie più significative.
Durante l’osservazione, rileviamo che il dipendente, in abiti da lavoro, entra ogni mattina in un cantiere e vi rimane per l’intera giornata. Documentiamo con foto, orari e descrizione dei luoghi. Al termine, consegniamo al datore di lavoro una relazione dettagliata che potrà utilizzare, tramite il proprio legale, per eventuali provvedimenti disciplinari o giudiziari.
Per approfondire la dinamica di queste attività, può essere utile leggere come funziona davvero un pedinamento con un investigatore, con ulteriori esempi operativi.
Durata, costi e limiti temporali del pedinamento
La durata di un pedinamento dipende dall’obiettivo e dalla complessità del caso. In genere si procede per blocchi di ore o giornate, concordati in anticipo con il cliente. È importante essere realistici: non esistono pedinamenti “illimitati” o 24 ore su 24, sia per ragioni legali che economiche.
Un professionista serio:
- ti propone un piano graduale (es. 2-3 giornate iniziali) per valutare se emergono elementi utili;
- ti aggiorna sull’andamento delle attività, nel rispetto della riservatezza;
- ti sconsiglia spese inutili quando l’ulteriore pedinamento non aggiungerebbe valore probatorio.
In regioni estese come la Puglia, dove gli spostamenti tra città (ad esempio tra Lecce, Brindisi e Taranto) sono frequenti, la pianificazione è ancora più importante. Un’agenzia investigativa in Puglia con esperienza sul territorio sa valutare bene tempi e percorsi, ottimizzando costi e risultati.
Cosa riceve il cliente al termine del pedinamento
Relazione tecnica dettagliata
Al termine delle attività, l’investigatore redige una relazione scritta, completa di:
- date e orari delle osservazioni;
- luoghi frequentati e percorsi seguiti;
- comportamenti rilevanti rispetto all’incarico;
- eventuali soggetti terzi coinvolti, se pertinenti;
- allegati fotografici o video, se disponibili e utili.
La relazione è redatta in modo tecnico, ma comprensibile anche per il cliente. In molti casi può essere utilizzata in sede giudiziaria, ad esempio in cause di separazione, affidamento, licenziamento per giusta causa o risarcimento danni.
Consulenza successiva e supporto legale
Un buon investigatore non si limita a consegnare il materiale, ma ti aiuta a interpretare correttamente i risultati. A volte, ciò che emerge dal pedinamento conferma i sospetti; altre volte li smentisce, e questo è comunque un risultato importante.
Spesso lavoriamo in sinergia con il legale di fiducia del cliente, in modo che le prove raccolte siano realmente utili e spendibili nel procedimento in corso o da avviare.
Perché è importante rivolgersi solo a professionisti autorizzati
Affidarsi a persone improvvisate o a chi promette “soluzioni facili” è rischioso sotto molti punti di vista:
- le prove raccolte con metodi illegali sono inutilizzabili in giudizio e possono danneggiare la tua posizione;
- chi commissiona attività illecite può essere coinvolto penalmente insieme a chi le esegue;
- si mette a rischio la propria sicurezza e quella dei soggetti coinvolti.
Un’agenzia investigativa seria ti spiega chiaramente i limiti di legge, ti fa firmare un mandato scritto e opera sempre in modo trasparente, tutelando sia te che la persona oggetto di indagine.
Se desideri maggiori informazioni su come si svolge un pedinamento nel rispetto della legge italiana o vuoi capire come possiamo aiutarti nel tuo caso specifico, contattaci al 392.9292007: saremo lieti di risponderti in modo chiaro e riservato.



