Lettere anonime illegali

Lettere anonime illegali

L’anonimato in una lettera pratica mai dimenticata

Lettere anonime illegali: credevate che le lettere anonime fossero passate di moda nell’era delle chat e dei social network?
Non è così, infatti l’utilizzo della classica carta e penna utili per scrivere lettere anonime rappresenta l’unico mezzo per coloro che desiderano mantenere segreta la propria identità nell’invio di messaggi, il più delle volte compromettenti.

Questa scelta si rende necessaria poiché i moderni servizi digitali di comunicazione lasciano sempre una traccia inequivocabile del mittente e le analisi forensi su PC, smartphone e tablet può recuperare anche i dati cancellati, smascherando l’autore del messaggio e inchiodandolo alle sue responsabilità civili e/o penali.
L’anonimato grafico può manifestarsi non solo attraverso un testo privo di firma, ma anche tramite un messaggio firmato con un nome fittizio o inesistente, prodotto dalla fantasia, una firma contraffatta o persino attraverso l’uso di simboli, sigle o altri elementi.
Rivolgersi a un investigatore privato per smascherare l’autore di una lettera anonima, soprattutto se dal contenuto illecito, può rivelarsi la scelta vincente.

Utilizzo illecito delle lettere anonime illegali

L’uso di lettere anonime può essere problematico quando viene impiegato per scopi illeciti o dannosi come ad esempio:

Minacce: Invio di lettere anonime contenenti minacce di violenza, danni fisici o altri atti dannosi; spesso gli stalker utilizzano proprio queste tecniche per infierire sulle loro vittime.

Estorsioni: Richiesta di denaro o di altri benefici attraverso minacce di rivelare informazioni compromettenti o diffamatorie.

Diffamazione: Diffusione di informazioni false, dannose o diffamatorie su una persona o un’organizzazione senza dover affrontare le conseguenze legali dovute a diffamazione.

Mobbing: Invio di messaggi intimidatori od offensivi per danneggiare la reputazione di un individuo o creare conflitti.

Sabotaggio aziendale: Invio di informazioni false o dannose a un’azienda per danneggiarne la reputazione o le operazioni, spesso utilizzate anche nell’ambito della concorrenza sleale per indebolire l’avversario commerciale scomodo.

Ricatti: Richiesta di denaro o favori in cambio della non divulgazione di informazioni compromettenti.

Azioni Discriminatorie: Invio di contenuti discriminatori, razzisti o sessisti per creare tensioni o danneggiare relazioni interpersonali.

Creazione di Panico: Diffusione di notizie false o minacciose con l’obiettivo di creare panico o paura nella comunità.

È importante sottolineare che questi utilizzi dell’anonimato sono non solo moralmente riprovevoli ma spesso illegali, poiché violano leggi che tutelano la sicurezza, la privacy e la reputazione delle persone e delle organizzazioni

Agenzia Investigativa contro l’anonimato

Per avviare un’indagine volta a identificare l’autore di una lettera anonima, è consigliabile che il destinatario conservi accuratamente gli originali di ogni lettera ricevuta, mantenendoli in ordine cronologico e senza apportare alcuna modifica. L‘investigatore privato, grazie alla sua esperienza e a specifiche competenze in ambito investigativo, potrà decidere le modalità migliori per poter avviare l’indagine.
È altresì fondamentale conservare le buste corredate dal rispettivo francobollo e timbro postale; prendere nota e documentare qualsiasi comportamento o evento insolito (come ad esempio danneggiamenti a proprietà da parte di individui sconosciuti, scherzi telefonici, atti di vandalismo di vario genere).
Queste precauzioni possono costituire elementi cruciali per facilitare le indagini del detective e individuare il responsabile dietro la comunicazione anonima.

Tramite una perizia calligrafica sarà poi possibile individuare alcune caratteristiche dell’autore dello scritto, come ad esempio i tratti comportamentali, eventuali difetti fisici ecc…

L’agenzia investigativa analizzerà ogni dettaglio possibile: La tipologia della carta utilizzata, il francobollo, la presenza di eventuali impronte digitali ecc…

Rivolgersi a un’agenzia investigativa anziché indagare autonomamente è importante per diversi motivi. Le agenzie hanno esperienza, risorse e competenze specializzate nell’effettuare indagini in modo professionale, garantendo una raccolta di prove legale ed efficace. Inoltre, proteggono la privacy e la sicurezza del cliente, gestendo le indagini con discrezione. Affidarsi a professionisti riduce il rischio di errori procedurali e massimizza le possibilità di ottenere risultati affidabili e utili in situazioni complesse.

Assenteismo dei dipendenti pubblici

Assenteismo dei dipendenti pubblici

Contrasto al fenomeno dell’assenteismo

Assenteismo dei dipendenti pubblici: l’ agenzia investigativa si occupa spesso di indagini per assenteismo dal posto di lavoro.
Qualcuno potrebbe pensare che tale problema interessi principalmente le aziende e che, in generale, le problematiche annesse gravino sul datore di lavoro e sulla produzione aziendale.
Non è così; l’assenteismo è un fenomeno che colpisce anche e soprattutto il settore del pubblico servizio (enti pubblici) e spesso è causa dei numerosi disservizi che gravano proprio sulla cittadinanza (fruitori dei servizi pubblici).

Quando vi recate in qualche ufficio (Comune, Asl, Regione ecc.) E trovate aperti 2 sportelli su 6; oppure quando dopo 2 ore di attesa l’impiegato vi informa che dovrete rifare la fila il giorno dopo per l’assenza del collega addetto alla determinata funzione, potreste essere proprio vittime inconsapevoli del fenomeno dell’assenteismo dal posto di lavoro.

Assenteismo, il caso del Comune di Corsico

Sul quotidiano online “Il Giorno” è presente un interessante articolo che titola: Corsico, il Comune assolda un investigatore privato per controllare i dipendenti assenti.
Un chiaro caso di assenteismo nel quale un ente pubblico, in questo caso il Comune” assolda un investigatore privato per verificare la correttezza degli impiegati.
In merito alla decisione è scoppiata la protesta dei principali sindacati che reputano inaccettabile la decisione dell’ente, ma dagli uffici comunali fanno sapere di non avere alcuna intenzione di tirarsi in dietro.
Per l’amministrazione le verifiche servono “a tutelare da eventuali abusi l’Amministrazione comunale e tutti i dipendenti che svolgono il loro lavoro con dedizione e professionalità. I diritti sono indiscutibili e vanno tutelati. Proprio per questa ragione è necessario effettuare controlli su chi, talvolta in modo anche palese, abusa dei diritti dei lavoratori”, come è possibile evincere dall’articolo sopra citato.

Ma può un ente pubblico incaricare un investigatore privato affinché indaghi sui dipendenti per sospetti relativi all’assenteismo ingiustificato?

Stando alla sentenza numero 36954/2016 della Seconda Sezione Giurisdizionale Centrale d’Appello della Corte dei Conti di Roma, Sì, è possibile.
Infatti secondo quanti stabilito, la pubblica amministrazione può avvalersi di agenzie di investigazioni private al fine di provare eventuali infedeltà dei propri dipendenti.

Indagine per assenteismo dei dipendenti pubblici

L’ assenteismo sul lavoro è un fenomeno purtroppo molto diffuso in Italia, da Nord a Sud, sia nel settore pubblico che in quello privato. Rappresenta un malcostume che può pregiudicare la capacità produttiva e l’organizzazione di un’azienda o di un ente pubblico. Per tale motivo, il datore di lavoro, avverte sempre più la necessità di verificare, con mezzi leciti, la correttezza dei propri dipendenti, affidandosi alla professionalità e alla competenza di Agenzia Investigative e dunque dell’Investigatore Privato – legalmente autorizzato.

L’assenteismo consiste nel abbandonare il luogo di lavoro senza alcun valido motivo, oppure presentando delle false motivazioni. Una condotta scorretta che si sconta anche con l’obbligo di fedeltà del lavoratore nei confronti del datore di lavoro, previsto dall’articolo 2105 del Codice Civile.

Qualora l’agenzia investigativa riuscisse a fornire le prove dell’illecito perpetrato, il datore di lavoro sarebbe autorizzato a porre in essere il “licenziamento per giusta causa”, legalmente riconosciuto.

Legittima difesa quando è valida? Ecco cosa dice il codice penale

Legittima difesa quando è valida? Ecco cosa dice il codice penale

Ecco cosa dice il codice penale sulla legittima difesa

Legittima difesa quando è valida: al giorno d’oggi si sente spesso parlare di legittima difesa, le cronache utilizzano spesso questo termine anche se il più delle volte in maniera impropria e come investigatore privato mi trovo spesso costretto a dare qualche delucidazione in merito a questo argomento, soprattutto per quanto riguarda la difesa domiciliare.

La nostra agenzia investigativa consiglia sempre di prestare la massima attenzione su questo tema, perché a volte ciò che si crede poter essere considerato “legittima difesa” è in realtà un’azione illecita che a sua volta configura un reato.

Legittima difesa

La legittima difesa è una scriminante, una giustificazione legittima se vogliamo, si tratta di circostanze che escludono l’illegalità di una certa condotta che altrimenti avrebbe costituito reato.

In Italia questa scriminante è prevista principalmente all’articolo 52 del Codice di procedura penale, che prevede quanto segue:

Art. 52 C.p.

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste sempre il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o la altrui incolumità:

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

Le disposizioni di cui al secondo e al quarto comma si applicano anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

Nei casi di cui al secondo e al terzo comma agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone.

Come è possibile dedurre dalle disposizioni sopra riportate, l’articolo 52 c.p. precisa, al primo comma, che “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”.

Legittima difesa quando è valida e perché

Quindi il principio fondamentale affinché si possa parlare di azione giustificata da necessità di legittima difesa è lo stato di emergenza, il palesarsi di un pericolo improvviso e in grado di determinare una reazione congrua, ad esempio, a un’aggressione che metterebbe in pericolo l’incolumità personale o di terze parti.

Sia però chiaro che vii deve essere una proporzione tra difesa e offesa, infatti abbiamo precedentemente utilizzato il termine congruo (reazione congrua).

Sul controverso tema della legittima difesa quando è valida, che da decenni divide l’opinione pubblica, si è più volte pronunciata la Corte di Cassazione, nell’ultimo periodo con sentenza n. 4529 del 2023.

Attenzione a non confondere la legittima difesa con la vendetta, che già da definizione letterale è tutt’altra cosa.
A differenza di un atto di legittima difesa, la vendetta è l’atto di commettere un danno materiale o morale, di chi si ritiene offeso e cerca di farsi giustizia da solo, nei confronti di una o più persone in risposta a un atto spiacevole reale o presunto.
Quindi, come è possibile dedurre, la vendetta non ha nulla a che fare con la necessità di intervenire per difendere se stessi o altri, al contrario, spesso chi agisce per vendetta credendo di essere nella ragione, commette il reato di Esercizio arbitrario delle proprie ragioni, previsto all’art. 392 del Codice penale che dispone quanto segue:

L’art. 392 del codice penale

Chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 516 euro.

Agli effetti della legge penale, si ha «violenza sulle cose» allorché la cosa viene danneggiata o trasformata, o ne è mutata la destinazione.

Si ha, altresì, «violenza sulle cose» allorché un programma informatico viene alterato, modificato o cancellato in tutto o in parte ovvero viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema informatico o telematico.

La prima, significativa modifica delle norme sulla legittima difesa venne introdotta dal legislatore nel 2006, anno in cui venne introdotto un nuovo comma che prevedeva una speciale legittima difesa domiciliare che si sarebbe realizzata nei casi in cui un malintenzionato si fosse introdotto nell’abitazione altrui senza il consenso del titolare.
Successivamente, nel 2019, la norma fu nuovamente ritoccata è si introdusse un nuovo principio secondo il quale, nei casi di violazione di domicilio, si presuppone sempre la proporzionalità tra difesa e offesa.

Divorzio breve e investigatori privati

Divorzio breve e investigatori privati

Il ruolo degli investigatori privati nel divorzio

Divorzio breve e investigatori privati: separazione e divorzio sono temi che all’interno della nostra agenzia investigativa risultano sempre attuali.
Non è una novità il fatto che un buon investigatore privato, nonostante il gran numero di servizi offerti, sia quasi sempre impegnato in indagini per infedeltà coniugale che poi conducono, il più delle volte, a separazioni e divorzi.

Riforma Cartabia su divorzi e separazioni

Prima della riforma Cartabia, era necessario presentare due distinti ricorsi per concludere l’iter per il divorzio: uno per la separazione e successivamente uno per il divorzio.
Con le nuove norme introdotte, invece, si potrà presentare un atto unico, quindi i tempi si accorciano notevolmente tanto che per il divorzio immediato sarà necessaria una richiesta cumulativa.
Prima di continuare sarà necessario ricordare ai lettori cosa si intende per divorzio e cosa per separazione.
Con la separazione legale, i due coniugi si rivolgono al giudice per sospendere gli effetti del matrimonio in attesa del definitivo divorzio.
La separazione si divide in Consensuale (quando i coniugi sono d’accordo su tempi e modalità) o giudiziale (quando sarà il giudice a stabilire modalità e conseguenze, diritti e doveri).
Il divorzio è invece lo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale.
I due ex coniugi, ha seguito di divorzio, possono nuovamente sposarsi in quanto persone libere, mentre se sono in stato di separazione (ma non divorziati) non possono risposarsi.

La legge 55 del 06 maggio 2015 introduce in Italia il divorzio breve, che riduce le tempistiche necessarie per la richiesta e l’ottenimento del divorzio
La recente riforma Cartabia accorcia ancora le tempistiche in quanto, in caso ad esempio di separazione/divorzio giudiziale, i coniugi possono chiedere separazione e divorzio in un unico atto.
La riforma prevede un limite di 90 giorni per la prima udienza e un unico canale di giudizio.

Riforma Cartabia e investigatori privati.

Per gli investigatori privati non cambia poi molto, le prove raccolte da un investigatore privato restano comunque valide nei casi di divorzio giudiziale, o per l’affidamento dei figli minori.
Ciò che la riforma modifica sono le tempistiche dei processi.
Nella separazione si può sempre incaricare un investigatore privato di scoprire il presunto tradimento e di raccogliere le prove da poter utilizzare in tribunale per far valere le proprie ragioni.

L’Indagine per Infedeltà coniugale e tradimento è uno dei servizi per privati offerti dalla Iuris Investigazioni; subire un tradimento è decisamente uno degli avvenimenti più spiacevoli che possano toccare ognuno di noi. Uno dei motivi che spinge qualcuno a rivolgersi a un investigatore privato è appunto il sospetto di infedeltà coniugale.

Il sogno della coppia felice, dell’amore eterno, è sicuramente ancora possibile ed è realtà nella maggior parte delle relazioni, ma i casi di tradimento del partner e infedeltà coniugale sono in costante aumento.

Perché l’investigatore privato è decisivo

La professionalità del detective privato è essenziale per questa tipologia di indagini, il detective deve operare nella massima discrezione e tutelare la riservatezza del suo cliente, che certamente vive uno stato d’animo di angoscia che facilmente potrebbe degenerare. Tra il cliente e l’investigatore deve instaurarsi un rapporto di cordialità e fiducia, ciò in quanto il mandante deve poter raccontare con la massima trasparenza quali siano stati gli indizi che lo hanno convinto del tradimento da parte del partner.

Ci sembra doveroso ricordare che l’art. 143 del Codice Civile, sancisce l’oblio alla fedeltà, da parte di entrambi i coniugi e questo non cambia con la riforma Cartabia che non modifica i principi sui quali viene fondata la nuova famiglia:

Art. 143 Codice Civile: “Diritti e doveri reciproci dei coniugi. Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale,alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”

Esclusiva Commerciale

Esclusiva Commerciale

Esclusiva Commerciale

Riteniamo giusto spendere qualche paragrafo per chiarire il concetto di “esclusiva commerciale“, garantita da contratti (definiti appunto contratti di esclusiva commerciale) e quindi tutelati dal nostro ordinamento giuridico.
Trattiamo questo delicato argomento, anche se in maniera sintetica e semplificata, perché il nostro investigatore privato, nell’ambito delle indagini aziendali, è spesso chiamato a garantire che tali prescrizioni siano rispettate e che le proprietà intellettuali siano tutelate.

Che cos’è l’esclusiva commerciale?

L’esclusiva commerciale regola il diritto di un’azienda o di un individuo di vendere o distribuire un determinato prodotto o servizio in un territorio specifico o per un periodo definito.

I contratti di lavoro possono includere varie clausole mirate a salvaguardare gli interessi tanto del datore di lavoro quanto del dipendente. L’accettazione e la validità di tali accordi sono vincolate alla documentazione scritta confermata da entrambe le parti coinvolte. Un esempio comune è rappresentato dal “patto di esclusiva“, noto anche come clausola di esclusività, il quale implica che il dipendente si obbliga a prestare i propri servizi esclusivamente presso il datore di lavoro specificato.

Il diritto di esclusiva

L’articolo 1743 del codice civile sancisce quanto segue:

(Diritto di esclusiva).

Il preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e per lo stesso ramo di attività, nè l’agente può assumere l’incarico di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di più imprese in concorrenza tra loro.

Nei rapporti lavorativi in ambito commerciale, quindi, ne conseguono due obblighi:

  • Il fornitore è obbligato a vendere a un unico distributore il suo prodotto.

  • Il distributore non può lavorare contemporaneamente per concorrenti del suo fornitore.

Di fatto, la clausola di esclusiva impone a chi fornisce una prestazione o un servizio di rispettare i doveri contrattuali, che ovviamente devono rispettare i seguenti punti:

  • Un accordo di esclusiva commerciale deve essere un contratto legalmente valido e registrato, quindi deve rispettare i requisiti legali per essere giuridicamente vincolante.

  • L’accordo di esclusiva commerciale deve essere conforme alle leggi antitrust del paese in cui è stipulato.

  • Entrambe le parti interessate devono rispettare rigorosamente i termini contrattuali stabiliti.

La violazione del patto può comportare un licenziamento per giusta causa, ossia una forma di licenziamento immediato, senza preavviso, che può essere effettuato dall’azienda in caso di comportamento gravemente lesivo degli interessi aziendali da parte del dipendente.

I datori di lavoro possono adottare misure preventive per proteggersi da possibili violazioni del patto di esclusiva o da attività di spionaggio industriale, in quanto tali comportamenti potrebbero causare danni economici all’azienda e disservizi tali da incidere anche sulla quotidianità dei fruitori dei servizi. Per questo motivo, è consigliabile consultare agenzie investigative specializzate come noi della Iuris Investigazioni, al fine di condurre indagini di controllo all’interno dell’azienda o sulle attività di specifici dipendenti. Questo approccio mira non solo a prevenire la violazione del patto di esclusiva ma anche a evitare eventuali pratiche di concorrenza sleale.

Il ruolo dell’investigatore privato

In realtà il lavoro dell’investigatore privato va ben oltre e nell’ambito aziendale possiamo indicare 5 punti per cui sarebbe sempre utile rivolgersi al professionista delle investigazioni, evitando le indagini “fai da te”:

  1. Indagini su Sospette Attività Fraudolente: Un investigatore privato può essere utile per condurre indagini su attività fraudolente o comportamenti sospetti all’interno di un’azienda o tra i dipendenti. Questo può includere frodi, furti, o altre pratiche illecite che potrebbero danneggiare l’azienda.
  2. Violazione di Patti Contrattuali: Nel caso di violazioni contrattuali, come ad esempio il mancato rispetto di un patto di esclusiva da parte di un dipendente, un investigatore privato può raccogliere prove necessarie per supportare eventuali azioni legali e tutelare gli interessi del datore di lavoro.
  3. Sicurezza Aziendale: Gli investigatori privati possono essere impiegati per valutare la sicurezza aziendale, identificare vulnerabilità e prevenire potenziali minacce. Ciò include la valutazione delle misure di sicurezza fisiche e digitali per garantire un ambiente aziendale sicuro.
  4. Ricerca di Persone Mancanti o Debitori: Nelle situazioni in cui si rende necessario individuare persone mancanti, debitori o testimoni chiave, un investigatore privato può svolgere un ruolo cruciale nel reperire informazioni e localizzare tali individui.
  5. Concorrenza Sleale: Nel contesto degli affari, un investigatore privato può essere incaricato di raccogliere informazioni su pratiche di concorrenza sleale da parte di altre aziende. Ciò può includere la raccolta di prove su violazioni di brevetti, copie non autorizzate di prodotti o altre azioni che danneggiano la concorrenza leale.
Stalking: un dramma senza fine

Stalking: un dramma senza fine

Le implicazioni legali dello stalking

Più volte abbiamo affrontato il tema scottante dello stalking, spiegando i meccanismi psicologici e criminologici alla base del problema, oggi entreremo più nel dettaglio illustrandovi alcuni esempi utili a comprendere l’importanza di non attendere, di denunciare immediatamente il proprio persecutore e di ingaggiare un buon investigatore privato per poter provare il reato subito.

Stalking: un reato sottovalutato

Ricercando le parole stalker e stalking nella sezione news del motore di ricerca Google, escono fuori migliaia di articoli di cronaca che, pur raccontando trame differenti, citano tutti il medesimo problema: il reato di stalking.

Sì, lo stalking è un reato che si configura quando avvengono atti persecutori, reiterati nel tempo, nei confronti della vittima. Questa persecuzione deve essere tale da causare uno stato d’ansia e una sensazione di pericolo imminente e costante nella vittima, modificando lo stato psichico della stessa.

Tornando alla cronaca, e prendendo per esempio una ricerca effettuata su Google il giorno 23/09/2023, è possibile rintracciare differenti articoli pubblicati su differenti testate giornalistiche, e la cosa preoccupante e che si riferiscono non a un singolo fatto ricondiviso ma ha fatti diversi, reati diversi.

Alcuni casi noti

  • Quotidiano di PugliaPicchia moglie e suocera, arrestato dalla Polizia per stalking;

  • Il resto del CarlinoAllarme anti stalking. Si avvicina al sindaco, arrestato un 37enne;

  • Castedduonline.it: Costringe l’ex compagna a nascondersi in una scuola e spintona i carabinieri: stalker arrestato a Villamassargia;

  • Il GiornoLo stalker delle lenzuola perseguita la ex: arrestato;

  • Roma Tooday: Stalker in trasferta suona il clacson sotto casa della ex e sveglia tutto il quartiere;

  • Il Fatto QuotidianoArrestato presunto stalker di Drew Barrymore, aveva tentato di entrare nella sua tenuta;

  • ANSAViola più volte le misure cautelari per stalking, arrestato.

Potremmo continuare e riportare decine, se non centinaia, di titoli giornalistici facenti riferimento ad altrettanti fatti di cronaca, ma non è nostra intenzione farvi perdere tempo, il nostro intento e quello di far puntare la lente di ingrandimento su un problema gravissimo.

La nostra agenzia investigativa, la Iuris Investigazioni, si occupa spesso di indagini per stalking, anzi, troppo spesso, vorremmo occuparcene di meno.

Il reato di stalking è disciplinato dalla giurisprudenza italiana a partire dal 2009, anno in cui è stato introdotto l’art. 612-bis nel codice penale.

Articolo 612 bis Codice Penale: Atti persecutori

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.

La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all’articolo 612, secondo comma. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.

Indagine per stalking

Sempre più spesso riceviamo mandati per Stalking – Mobbing da vittime sia di sesso femminile che maschile, una volta presi i contatti con il Team Antistalking della Iuris Investigazioni questi segnalano la situazione al nostro Investigatore Privato il quale intervenire tempestivamente in situazioni del genere, con il fine di dimostrare il reato di “atti persecutori” e arginare il sempre più crescente e pericoloso fenomeno. In queste situazioni, il ricorso alla professionalità dell’investigatore privato risulta essere fondamentale se non indispensabile.