Indagini prematrimoniali: il matrimonio è un passo importante che merita però attenzione, se è vero che l’amore è cieco è altrettanto vero che è possibile ricorrere agli occhi attenti di un investigatore privato per accertarsi che il futuro partner sia esattamente chi dice di essere.
Sempre più indagini prematrimoniali
Le indagini prematrimoniali vengono richieste da uno dei due partner per controllare il proprio fidanzato o la propria fidanzata prima di impegnarsi a fare i voti nuziali.
Potrebbe sembrare un gesto sgradevole, di cattivo gusto, una mancanza di fiducia, invece è un atto di responsabiltà che spesso salva il mandante da futuri problemi ben più gravi.
l’indagine prematrimoniale viene svolta dalle agenzie investigative per cercare, nel passato dell’individuo sotto esame, eventi potenzialmente problematici celati al partner.
Ciò non avviene sempre con cattiveria o per scopi loschi, a volte un individuo può avere timore o imbarazzo nel riconoscere ed ammettere un proprio errore del passato, come una relazione fallita in un divorzio o altro, stà di fatto che alla base di un buon matrimonio deve esserci un rapporto di fiducia e rispetto che non è possibile costruire fondando il tutto su una menzogna, anche se accettata in buona fede.
L’investigatore privato quindi procede ricercando elementi delicati come:
Documenti di divorzio che confermino precedenti separazioni matrimoniali;
Precedenti condanne penali o comunque problemi giudiziari;
Situazione patrimoniale e reddituale (proprietà immobiliari, azioni, ma anche debiti ecc.),
Queste ed altre informazioni potranno chiarire aspetti oscuri notati dal mandante, spesso gli stessi che accendevano in lui dubbi e perplessità che lo avrebbero poi spinto a richiedere l’intervento di un detective privato.
Al giorno d’oggi il numero di divorzi e di separazioni cresce in misura esponenziale da Nord a Sud del “Bel Paese, sempre più coppie si lasciano subito dopo il matrimonio e quasi sempre per l’emersione di verità è realtà mantenute celate fino a pochi giorni prima del fatidico “Sì”.
In questo clima di incertezza e tracollo di valori importanti che purtroppo interessa l’intera società occidentale, è bene non avere dubbi ed essere certi della propria scelta, anche e soprattutto servendosi degli strumenti legalmente validi al fine di poter dissipare ogni dubbio.
Tutela patrimoniale
Noi della Iuris Investigazioni, ad esempio, possiamo vantare numerose indagini prematrimoniali che si sono rivelate indispensabili al fine della tutela del nostro mandante, a volte portando alla luce matrimoni precedenti terminati per gravi motivi a carico del soggetto sul quale abbiamo indagato.
Spesso i nostri clienti ci rivelano dell’esistenza di atteggiamenti ambigui ed avasivi che contribuiscono ad innescare dubbi e perplessità sull’onestà del futuro partner, come ad esempio:
Evità di raccontare vicissitudini del suo passato
Si ritaglia spazi di tempo per uscire da solo, con scuse futili.
Evita di rispondere a chiamate non programmate
Parte spesso per presunti viaggi di lavoro
Nasconde il suo cellulare ecc..
Scoprire che il proprio futuro partner possa avere una relazione sentimentale prima del matrimonio può essere devastante, per questo tali indagini devono essere svolte con perizia, professionalità e soprattutto coscienza.
Le indagini prematrimoniali, come abbiamo descritto in precedenza, non riguardano solamente la sfera della fedeltà, ma passato e presente del tuo coniuge.
Risarcimento al coniuge, vediamo di cosa si tratta
Il traditore deve parare un risarcimento: l’investigatore privato si occupa spesso di indagini per infedeltà coniugale e tra le molte domande a cui spesso deve dare risposta, la più comune è la seguente? Chi tradisce paga?
Una domanda legittima, spesso formulata da chi ha subito un tradimento e vorrebbe un minimo di giustizia.
Il traditore deve parare un risarcimento: quando si deve pagare
Di solito l’unica conseguenza per chi tradisce il proprio coniuge è l’addebito, eccezionalmente però è possibile che il giudice imponga il pagamento di un risarcimento per danni morali e/o materiali che fossero sopraggiunti come conseguenza diretta del tradimento coniugale perpetrato.
Ciò succede tutte le volte in cui, con l’infedeltà coniugale, viene leso l’onore e la reputazione del coniuge tradito, ad esempio qualora fosse accertato che il tradimento sia stato consumato pubblicamente e in presenza di terzi con conseguente lesione dell’immagine del coniuge tradito.
In poche parole un tradimento consumato alla luce del sole, reso noto ad amici, parenti, colleghi di lavoro ecc., dà luogo a una lesione della reputazione del tradito e in tal caso è possibile chiedere il risarcimento del danno anche in sede di separazione o divorzio giudiziario.
Quindi a cosa ha diritto il coniuge tradito al di là di un eventuale risarcimento per lesione della reputazione?
Al di là del caso citato nel paragrafo precedente, da considerarsi eccezionale, il coniuge tradito ha di norma il solo diritto a non dover versare il mantenimento all’ex coniuge qualora quest’ultimo fosse in condizioni economiche più precarie.
Prendiamo come esempio il caso in cui la moglie, impiegata pubblica e con una condizione economica e patrimoniale agiata, scopra il marito disoccupato con la sua amante, quindi scopra un tradimento coniugale a suo danno. La moglie non dovrà versare nessun mantenimento al marito.
Il traditore deve parare un risarcimento: Cosa è l’addebito?
Se la separazione deriva dalla violazione dei doveri del matrimonio da parte dell’altro coniuge , il giudice, nella sentenza di separazione, attribuisce al coniuge colpevole la responsabilità per la fine dell’unione.
Questa dichiarazione viene chiamata addebito e comporta una serie di conseguenze, come ad esempio quella di dover versare un assegno di mantenimento al coniuge tradito, se nel caso, oppure all’impossibilità di richiedere tale mantenimento al coniuge tradito se nel caso dell’esempio riportato in precedenza.
I furbetti del cartellino nel 2023: Chi sono i furbetti del cartellino?
L’investigatore privato a Trani ce lo spiega con una semplice definizione: sono i lavoratori dipendenti che si assentano dal lavoro eludendo i controlli sul cartellino orario.
Assenza ingiustificata dal di lavoro
Condotte del genere costituiscono illeciti disciplinari, trattandosi di gravi inadempimenti degli obblighi di diligenza e fedeltà del dipendente, oltretutto occorre ricordare che la falsa attestazione della presenza in servizio integra anche il delitto di truffa aggravata (ex art. 640 c.p.).
Per contrastare il fenomeno dell’assenteismo nel pubblico impiego, che ogni anno causa numerosissimi disaggi in quanto ostacola notevolmente lo svolgimento del pubblico servizio, si è intervenuti con il D.lgs. 116/2016, attuativo della Legge delega n. 124/2015.
Il decreto sopracitato disciplina l’assenteismo fraudolento, indicandolo come giusta causa di licenziamento:
“costituisce falsa attestazione della presenza in servizio qualunque modalità fraudolenta posta in essere, anche avvalendosi di terzi, per far risultare il dipendente in servizio o trarre in inganno l’amministrazione presso la quale il dipendente presta attività lavorativa circa il rispetto dell’orario di lavoro dello stesso. Della violazione risponde anche chi abbia agevolato con la propria condotta attiva o omissiva la condotta fraudolenta”.
Fortunatamente il legislatore, e la giurisprudenza che si arricchisce grazie alle numerose sentenze emesse dalla Corte di Cassazione che sanciscono la possibilità del datore di lavoro ad affidarsi ad agenzie investigative per stanare gli assenteisti, hanno reso la vita dura a questi truffatori seriali.
Investigatore privato e furbetti del cartellino
Ricapitolando, ai furbetti del cartellino, una volta accertata l’illecita condotta, possono essere contestati una serie di reati che comportano sanzioni di tipo penale, civile e amministrativo.
Ad esempio
la reclusione da uno a cinque anni,
la multa da 400 a 1.600 euro,
il licenziamento per giusta causa,
il risarcimento della retribuzione indebitamente percepita,
la contestazione del reato di truffa aggravata.
Come già accennato, la Suprema Corte ha affermato la legittimità dei controlli difensivi sui propri dipendenti tramite il ricorso all’investigatore privato e con la recente sentenza n. 71/2016 si è tra l’altro sancita la possibilità della Pubblica Amministrazione di affidarsi ad un’agenzia investigativa privata.
Quindi gli investigatori privati assumono un ruolo fondamentale nella lotta contro l’assenteismo e contro i furbetti del cartellino, ragion per cui le principali agenzie investigative, come appunto la IURIS INVESTIGAZIONI offrono tale tipologia di servizio che, di anno in anno, è divenuto uno tra i più richiesti, dopo ovviamente l’indagine per infedeltà coniugale che comunque occupa stabilmente il primo posto in una ipotetica classifica dei servizi più ricercati agli investigatori.
L’investigatore privato è abilitato a svolgere controlli anche su:
malattia ed infortuni che si protraggono o si ripetono sistematicamente.
False richieste di permessi lavorativi concessi per la Legge 104/1992:
Infedeltà Coniugale: cosa accade quando si tradisce il proprio partner
Infedeltà coniugale: cosa significa tradire il proprio partner?
L’investigatore privato in Puglia offre l’importante servizio denominato “indagine per infedeltà coniugale”, un servizio sempre più richiesto e purtroppo proporzionale al crescente numero di cause per divorzio e separazione.
Occorre anzitutto ricordare che l’agenzia investigativa può indagare solo in caso di tradimento coniugale, ossia nei casi in cui l’infedeltà si realizzi nell’ambito di un rapporto di coppia esclusivo come lo è il matrimonio.
Cosa è l’infedeltà coniugale?
L’infedeltà coniugale, ovvero il tradimento del marito o della moglie, si riferisce soltanto alle coppie sposate. Quindi , giuridicamente parlando, tale situazione non è disciplinata dalla legge per quanto riguarda le unioni civili o la convivenza..
L’investigatore privato della Iuris Investigazioni lo sa molto bene, spesso è chiamato a precisare tale regola in quanto contatto da persone che chiedono di indagare su tradimenti che però sarebbero perpetrati al di fuori di un contesto di relazione matrimoniale.
Vale quindi la pena di ricordarlo: se non siete sposati non potete rivolgervi all’investigatore privato per indagare sul vostro fidanzato, fidanzata o convivente.
Infatti l’articolo 143 del Codice civile sancisce l’obbligo di reciproca fedeltà tra i coniugi:
Diritti e doveri reciproci dei coniugi.
Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.
L’infedeltà coniugale non rappresenta più un reato, con le due sentenze della Corte Costituzionale (n. 126/1968 e n. 147/1969) che hanno dichiarato illegittimi gli articoli 559 e 560 del Codice Penale, ma rappresenta un fatto di elevata rilevanza sul piano giuridico.
Il coniuge tradito, accertato che il tradimento coniugale sia la causa scatenante del declino del matrimonio, può chiedere l’addebito al coniuge traditore e, se nel caso, persino un risarcimento dei danni morali e materiali derivanti da una scorretta condotta.
Per tali motivi risulta evidente che l’operato dell’investigatore privato diviene indispensabile nell’ambito di una causa per divorzio o separazione, egli infatti può indagare nel pieno rispetto delle norme e le prove ottenute sono regolarmente spendibili in sede processuale.
Tradire il proprio partner: Infedeltà coniugale e investigatore privato
L’indagine sull’infedeltà coniugale e tradimento viene attivata in seguito ad approfondite valutazioni con il Cliente, utili a definire un progetto investigativo e quindi a fornire un preventivo dei costi chiaro e completo.
Solo a seguito dell’accettazione del mandato è possibile cominciare l’indagine vera e propria, che si sviluppa in più fasi e sempre con discrezione e professionalità.
Estate turisti e tradimento coniugale: L’estate si tradisce di più?
Stando alla nostra decennale esperienza nell’ambito delle investigazioni privati, e agli studi statistici effettuati nell’ultimo decennio, la risposta sembrerebbe essere assolutamente affermativa.
Tradimenti sotto i sole d’estate
Certamente l’estate offre numerose occasioni per la classica “scappatella”, infatti è il periodo dell’anno nel quale si registrano il maggior numero di tradimenti, così come svelato dal nostro investigatore privato a Bari che però si occupa di infedeltà coniugale, ciò perché l’agenzia investigativa può indagare solo nell’ambito del tradimento tra coniugi legalmente sposati.
Ovviamente, come recita un vecchio detto, “tra moglie e marito non mettere il dito” ma se di mezzo c’è l’amante allora forse sarebbe meglio metterci un investigatore privato che, a tutela e su richiesta del coniuge tradito, può reperire le prove utili nell’ambito del processo per divorzio o separazione.
Ad esempio il nostro investigatore privato operante a Monopoli, negli ultimi anni, si è occupato sempre più spesso di indagini per infedeltà coniugale e questo non può che essere la conferma del rapporto tra crescita turistica ed incremento delle “tentazioni” e delle “occasioni” che poi sfociano nel tradimento vero e proprio.
Monopoli, così come molte altre città turistiche pugliesi (si pensi a Trani, a Polignano a mare o a Alberobello) è considerata una delle maggiori mete attrattive per i vacanzieri provenienti da tutto il mondo, soprattutto da Spagna, Francia, Germania.
La costa, il suo centro storico, i tanti B&b ed alberghi offrono sempre riparo da occhi indiscreti e protezione, se pur non infallibile, per gli amanti di turno che spesso, purtroppo per loro, potrebbero essere pedinati da un detective privato.
Infedeltà coniugale e turismo
Come già affermato, il periodo estivo e le vacanze all’estero o i vacanzieri che raggiungono le principali città turistiche italiane, rappresenta anche il momento dell’anno nel quale si registra il maggior numero di tradimenti coniugali.
Secondo recenti sondaggi sono soprattutto le donne (64%) a tradire, mentre la voglia di una “scappatella” per gli uomini arriva solo al 52%.
Il tradimento è in aumento soprattutto nelle grandi città turistiche, in particolare a Roma si registra un +72%, Milano +71%, Napoli +68%..
Secondo questo particolare studio, l’Italia è la Nazione europea che potremmo definire “Capitale dell’infedeltà coniugale” con un tasso di traditori del 58%, d’avanti a Spagna (54%) e Francia (49%).
Uno studio condotto dal team facente capo alla nota ricercatrice Luo Lu (Università Nazionale di Taiwan), pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, dimostra che in vacanza ci si sente più liberi dai vincoli morali che ci tengono legati nella vita di tutti i giorni, soprattutto se ci si trova all’estero o comunque in una località lontana dalla residenza abituale.
Quindi i dati e gli studi sembrano tutti concordare con le consapevolezze le certezze che l’investigatore privato ha maturato tenendo conto esclusivamente della sua esperienza sul campp: tradimenti e turismo, soprattutto estivo, sono direttamente proporzionali.
Estate turisti e tradimento coniugale: Indagine per infedeltà coniugale
Tra le principali e più frequenti indagini richieste al nostro investigatore privato, troviamo sicuramente quella per l’infedeltà coniugale, una tipologia di indagine investigativa privata molto delicata e che necessita di un attento monitoraggio del coniuge (sospetto traditore) da parte del detective.
In questi casi la nostra agenzia investigativa viene chiamato ad effettuare una serie di indagini per verificare se il tradimento coniugale sussista o meno e con quali modalità esso si svolge.
Se dovesse sussistere il detective raccoglierà prove inconfutabili che allegherà alla sua relazione finale da consegnare al nostro mandante ed utilizzabili per un’eventuale separazione in tribunale.
Cosa è il revenge porn? Che cosa si intende quando si parla di revenge porn?
Letteralmente si traduce con “vendetta del porno” ed è un reato vero e proprio (art. 612 ter del codice penale) di cui sempre più persone si macchiano.
L’investigatore privato si trova sempre più spesso ad indagare su casi di revenge porn nell’ambito di indagini informatiche atte a determinare sia il tipo di diffusione dei contenuti illeciti sia l’identità del diffusore degli stessi, ciò avviene grazie all’intervento degli esperti informatici che compongono il team di investigazione.
Il Codice Penale punisce infatti la diffusione illecita di immagini o video sessualmente esplicite e il Garante della privacy definisce il revenge porn come “il fenomeno della pornografia non consensuale” che, per l’appunto, si esplicita “nella diffusione di immagini pornografiche o sessualmente esplicite a scopo vendicativo.
Nei fatti il revenge porn consiste quasi sempre nella diffusione di questo materiale per fare “un dispetto” ad un proprio ex partner, per denigrarlo pubblicamente, bullizzarlo.
Quanto di più deprecabile
Ovviamente si tratta di una condotta spregevole in grado di turbare fortemente l’equilibrio psico-fisico di chi ne è vittima, compromettendo la sua vita pubblica e privata, spesso causando la fine di un rapporto lavorativo o sentimentale.
Nella maggior parte dei casi le vittime di questo illecito sono donne che scoprono casualmente loro video o foto intime diffuse on-line, spesso divenute virali sui social network.
Le vittime spesso si ritrovano impotenti di fronte a questa terribile scoperta e a volte la reazione è di tipo autolesiva, persino il suicidio o tentativi di porre fine alla propria vita per incapacità di affrontare lo scandalo e le relative conseguenze..
In Italia i reati di revenge porn, come accennato, sono disciplinati dall’art. 612 ter del codice penale che fa riferimento alla “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”. La disposizione è stata introdotta nel codice dall’art. 10 comma 1 della legge 19 luglio 2019 n. 69, la cosiddetta codice rosso, che aveva come principale obiettivo quello di tutelare le vittime di violenza domestica e di genere e di porre un freno ai reati di molestia contro le donne che spesso sfociano nel femminicidio.
Il Codice Penale punisce quindi tutti coloro che diffondono illegalmente fotografie o video che mostrano “persone impegnate in attività sessuali o ritratte in pose sessualmente esplicite, in assenza del consenso espresso dal diretto interessato, ovvero della persona o delle persone coinvolte”.
Per configurarsi il reato, dunque è necessario che vi sia la non volontarietà all’atto di pubblicazione da parte dei soggetti coinvolti, e questo è proprio ciò che prevede la pratica del revenge porn.
Vendette e minori
Alcuni casi di revenge porn sono stati scoperti nell’ambito di indagini per controllo dei minori, un servizio che noi della Iuris Investigazioni offriamo spesso e che soprattutto negli ultimi anni ha permesso a tanti genitori di evitare che i propri figli finissero in seri guai con la giustizia.
Abbiamo notato che sempre più giovani sono vittime di revenge porn che spesso scaturisce da atti di bullismo che sfociano in reati sempre più gravi ai danni della vittima.
Non per niente l’indagine per bullismo e quella per controllo minori sono quasi sempre collegate tra loro.